Famiglia Libertini

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Francesca Libertini, architetto, appartiene insieme al fratello Raffaello ad una famiglia fortemente legata alla storia di Grammichele.

Il nonno è stato un grande educatore, fondatore nel 1874 del primo Circolo Operaio, importante veicolo di idee democratiche, della Banda musicale e all’inizio del Novecento della Scuola Serale d’Arte. Legato a don Luigi Sturzo e a Silvio Milazzo, è ricordato anche come Presidente della “Cassa rurale ed artigiana San Michele”, voluta da don Luigi. Ma la sua principale impresa è stata la trasformazione nel 1954 della sua creatura, la Scuola Serale di Disegno, in Scuola d’Arte, intitolato a Raffaele Libertini.

Raffaele Libertini

Il padre Gaetano è stato un continuatore dell’azione di don Raffaele, preside per tanti anni e promotore di una svolta culturale e didattica che ha reso l’Istituto d’Arte una fucina di talenti e un importante veicolo di diffusione dell’immagine positiva di Grammichele

Casa Libertini è stato un luogo di cultura e d’arte, frequentata da importanti esponenti del Novecento, tra i quali Leonardo Sciascia, Carlo Levi, Ariodante Marianni che hanno avuto occasione di incontri con personaggi come Nanni Loy e Fortunato Pasqualino. La casa è stata anche un momento di ritrovo di una generazione di artisti e studenti, tra i quali Luigi Gismondo, Vincenzo Cimino e Salvatore Aquino, che hanno portato una ventata di innovazione nella didattica e nell’arte.

Gaetano Libertini si è sposato con Vincenza Pitari di Mineo, la cui madre Agrippina Simili apparteneva ad una famiglia di importanti esponenti dell’economia e del giornalismo. Tra questi Giuseppe Simili, grande avvocato, commediografo e letterato; Nello Simili, fondatore di giornali satirici e corsivista e importante firma nel secondo dopoguerra del quotidiano “La Sicilia”; Silvestro Simili, protagonista della vita economica della Sicilia, banchiere e fondatore di giornali.

Francesca ha deciso di recuperare Casa Libertini, valorizzarne la tradizione culturale anche con il recupero di significativi memorie di famiglia (la storia dell’Istituto d’arte), ricordi storici (quadri con dedica di Carlo Levi, la dedica di Leonardo Sciascia e Ariodante Marianni su alcuni libri) e contemporanei (opere di Luigi Gismondo, Vincenzo Cimino e Salvatore Aquino).

Nella Casa Libertini rinnovata si può soggiornare in totale relax negli spazi verdi e piscina leggendo un libro, ascoltando musica, vedendo un film e gustando gli antichi sapori della cucina siciliana.

  • Intitolazione della Scuola d'Arte a Raffaele Libertini